FILIPPO MAZZEI: PICCOLE DANZE ELETTRICHE




 

 

Alla bulimia produttiva che caratterizza purtroppo molto underground del nostro tempo fortunatamente si contrappongono artisti che lavorano con la dovuta calma. Filippo Mazzei, già nella rock band  vonneumann, cesella un lavoro dalla chiara impronta intimista e ambientale, Love Songs in Grams per Second  (2024, Dissipatio). 

Un suono dai connotati psichedelici nella forma e nella propensione a derive moderatamente rumoristiche; vasti larghi strumentali dove tempo, spazio e memorie si intersecano con le risonanze elettriche della chitarra di Mazzei, forme d'onda sintetiche, suoni trovati e manipolati. Un'elegia meditativa che non annovera altri intenti se non il canto sommesso delle cose lontane ma mai del tutto dimenticate. 

Un disco forse scritto più per se stesso che per un probabile pubblico, languido e sottilmente enigmatico.




LG: Equivalenze di mute canzoni d'amore. Le meccaniche logiche ed emozionali di LSiGS.  

FM: Sono convinto che ogni cosa, ogni espressione, ogni movimento, ogni pensiero sia un pensiero d’amore (o d’assenza dell’amore). Nell’arte questo risulta facile ed evidente da comprendere ma anche il discorso politico e sociale, volendo, è equiparabile ad un discorso d’amore. 

I pezzi di questo disco sono questo, piccole danze sull’amore, delle canzoni. Mi piaceva l’idea di far percepire queste canzoni come se fossero delle piccole pressioni, quasi delle carezze e l’unità di misura più appropriata mi è sembrata quella dei grammi al secondo; sono misure piccole, cose leggere.I pezzi sono stati composti, registrati – e poi ricomposti e riregistrati - a casa, nel piccolo angolo che mi sono ricavato in salotto, spesso a tarda notte e con il resto della famiglia addormentato qualche metro più in là. 

Ne sono emersi piccoli giardini acustici - quasi dei piccoli rifugi - e alla fine di ogni sessione l’idea di moglie e figli serenamente addormentati mi dava un tale senso di tenerezza, una gioia così forte da non riuscire a contenerla. Ho dovuto lottare con il mio pudore per mostrare questa gioia ma mi sembrava giusto lasciar libere queste emozioni.

 

LG: Il mondo di Filippo Mazzei prima e dopo LSiGS. 

FM: Mi piacerebbe tanto pensare che non sia cambiato nulla ma non è del tutto vero. È la prima volta in quasi trent’anni che esce un disco a mio nome, un disco di cui ho la responsabilità completa. Bene, da quando è stampato, mi sento un po’ svuotato. 

Il mio mondo musicale ha sempre ruotato intorno a vonneumann - https://von-neumann.bandcamp.com/ - il gruppo rock con cui suono da sempre e a cui sempre ritorno, un mondo sonoro però molto diverso. Quella è una casa che abito con Fabio e Toni e di cui tutti ce ne prendiamo cura. Con Fabio facemmo uscire molti anni fa un primo disco a nome Routine che in qualche modo è più collegato a LSiGS che a Vonneumann. 

Adesso stiamo ristrutturando la sala prove, abbiamo mille progetti e mille idee da seguire, e forse tra dieci o quindici anni farò un altro disco in solo. Intanto, a casa, continuo a prendermi cura dei suoni che trovo.

 


 

LG: Perché Dissipatio. 

FM: Dissipatio è l’etichetta a cui, da ascoltatore, mi sono più appassionato negli ultimi anni. È una label che - pur avendo un catalogo vario e diversificato - mantiene una notevole coerenza interna e Nicola è una persona fantastica. È un onore avere un disco lì. 

 

LG: Biografia tascabile di Filippo Mazzei. 

FM: Cinquant’anni, vivo in città con moglie e figli anche se vorrei stare sempre in montagna. Sono un otorino e quindi mi occupo di suono a 360 gradi. Come sono arrivato ad oggi, chissà. 

 

LG: Strumenti e ambienti che definiscono il tuo suono. 

FM: Sono principalmente un chitarrista, suono un po’ di clarinetto e ultimamente mi sono avvicinato a campionatori e sintetizzatori. 

Ciò che maggiormente mi attrae nella musica è l’errore e l’imperfezione. Quando l’oggetto sonoro si incrina al punto di dare l’impressione di rompersi, esso diventa per me struggente e come nel kintsugi si ripara con l’oro, io me ne innamoro e amplifico quelle ferite. L’elettronica rende più facile tutto questo ma anche con gli strumenti tradizionali e analogici è possibile. Tendo ad evitare i computer, mi distraggono e non combino nulla. Ho invece imparato ad usare oggetti di tutti i giorni e le loro caratteristiche sonore, come nella musica concreta. 

In questo disco ho trovato tanti suoni che mi hanno restituito un senso di accoglienza, di conforto, certe volte quasi di consolazione. Ho composto i pezzi del disco allungando volontariamente alcuni momenti, con l’idea che l’ascoltatore potesse più facilmente distrarsi; volevo che la musica diventasse parte dell’ambiente e che solo ogni tanto si riaffacciasse all’ascolto attivo. 

Alle volte le atmosfere del disco si fanno più minacciose ma continuo a percepire anche tali momenti come se fossero una sorta di tana acustica.Mi sono reso conto solo ora che le parti più ritmiche del disco sono registrazioni di lampade, tra loro lontane anni e chilometri. Sorgenti di luce trasformate in sorgenti di suono.

 

 

 

LG: L'artwork di LSiGS: storia di un'immagine. 

FM: In effetti ci sono forse due storie e due immagini. Sono foto fatte da un amico, Marco Caccialupi, in diverse zone del nord della Francia (posti con cui peraltro non ho nessun legame). In quella di copertina c’è una casa apparentemente abbandonata ma su cui trovano rifugio moltissimi uccelli. Mi fa sorridere l’idea che una cosa di cui non ci si prende più cura non sia mai davvero inutile; nel caso specifico, nonostante i toni freddi dell’immagine, essa è divenuta una nuova casa per qualcuno. 

All’interno della copertina la grafica è opposta nei toni, caldi e macro: steli d’erba pieni di rugiada, un’immagine fragilissima e di cui sembra di poter sentire l’odore. In tutti e due i casi però c’è questa sensazione di intimità che si sposa perfettamente con la mia percezione del disco.

 

LG: I tuoi orizzonti eventuali. 

FM: Da quasi trent’anni suono con Vonneumann ed è un micromondo perfetto, in cui litigare, costruire e sorprendersi, in cui c’è spazio per tutto. Il mio sogno musicale più grande è di continuare a farlo per altri trent’anni. Nella peggiore delle ipotesi riascolteremo registrazioni di improvvisazioni perdute, davanti a una birra. 

 

LG: Grazie.

FM: Grazie a te. Mi hai portato a riflettere su tante cose e a capire meglio alcune delle cose che ho fatto. Davvero grazie di cuore.

 

 

https://dissipatio.bandcamp.com/album/love-songs-in-grams-per-second

 

 

 

 


 


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