ODRZ: CENTO ONDE ALL'UNISONO
Massimo Mascheroni e Antonio Maione sono gli ODRZ, progetto nato dalle ceneri di un trio industrial power, Onde Rozze. Il duo prosegue e amplia la precedente esperienza, arricchendosi di collaborazioni e cross-over stilistici.
A celebrare il traguardo dei venticinque anni di attività, il primo dicembre 2025 viene pubblicato ODRZ100, album impressionante per durata (oltre otto ore di musica) e quantità di tracce (cento), ognuna delle quali realizzata collaborando con un artista ospite.
Stilisticamente, c’è quasi ogni sfumatura del complesso e ramificato mondo della sperimentazione sonora italiana e internazionale nonché la brutale aggressività del suono targato ODRZ, marchio pressoché inconfondibile del duo, spesso rafforzato da mix spinti al limite del dolore fisico.
LG: Genesi ed evoluzione di ODRZ100: aspettativa e realtà.
ODRZ: L’idea ha iniziato a prendere forma nei primi mesi del 2023, pensando a come festeggiare i venticinque anni del gruppo, partendo dalla nostra regola “ferrea” di dare un numero progressivo a ogni progetto evitando titoli e/o altro.
Da subito abbiamo cercato di pensare a un mega progetto che cercasse di coinvolgere altri artisti. Abbiamo quindi iniziato a stilare una prima lista ma ci siamo resi conto che il numero di partecipanti aveva iniziato da subito a lievitare per cui abbiamo ipotizzato il numero di cento, che è un po’ una sorta di traguardo a cui negli anni passati ogni tanto avevamo pensato. Difficilmente saremmo riusciti a mantenere perfettamente l’ordine numerico cronologico che finora avevamo rispettato ma ci siamo detti che, per una volta, avremmo potuto derogare dalle regole.
Questo l’antefatto. Il resto è arrivato quasi in maniera naturale; man mano che abbiamo contattato gli artisti, spiegando loro il progetto e alcune coordinate, abbiamo solo ricevuto consensi entusiasti e in molti casi nel giro di poco tempo anche i brani. Crediamo quindi che l’obiettivo sia stato centrato perfettamente.
LG: ODRZ: 25 anni di distorsione timbrica.
ODRZ: Non sappiamo dire se 25 anni di attività, più o meno incessante, siano tanti o pochi. Sicuramente sono stati anni pieni. Pieni in tutti i sensi. Pieni di progetti - una novantina, che vuol dire quasi quattro all’anno - che passano da opere di nove ore a partecipazioni a progetti collettivi con brani di meno di due minuti.
Pieni di collaborazioni con altri artisti anche di estrazioni diverse dall’ambito strettamente musicale, una delle coordinate a cui ODRZ hanno sempre guardato con estremo interesse. Pieni anche di concerti, con alcune punte di assoluto spessore (vedi Noiseistanbul e gli eventi organizzati allo Spazio Ligera).
Pieni anche di una sintonia fra di noi: è vero che collaboriamo da quasi quarant’anni ma questa cosa non finisce mai di stupirci e ci permette spesso di ragionare come fossimo un’unica persona. Molte volte è sufficiente uno sguardo, un cenno di intesa, per arrivare al risultato a cui si stava puntando.
E pieni anche di distorsioni che negli anni si sono modificate e ampliate facendo di ODRZ un progetto sempre in movimento e mai piegato su sé stesso.
LG: Le tracce di 100 che più vi hanno stupito.
ODRZ: Diventa una operazione ardua stilare una classifica di chi ci ha più o meno stupito; abbiamo sicuramente riscontrato assolute certezze al momento dell’ascolto di molte delle collaborazioni ricevute, anche perché una buona metà è arrivata da artisti che già conoscevamo. Forse lo stupore maggiore - ma in generale e comunque in positivo - l’abbiamo avuto da musicisti che sono arrivati tramite il passaparola e che per noi erano una sorta di punto interrogativo, rivelatosi poi immotivato una volta ricevuti i brani. Metteremmo quindi tutti i cento brani sullo stesso piano, pur con le dovute differenze stilistiche che era quello che speravamo avvenisse.
LG: ODRZ100. Istantanea grandangolare di un popolo sotterraneo.
ODRZ: Che ODRZ100 sia una istantanea PIU’ che grandangolare è un dato di fatto. Anche se inevitabilmente qualche nome (più di uno sicuramente) rimane sempre fuori, cento partecipazioni sono davvero un buon numero. Non siamo totalmente d’accordo sul “popolo sotterraneo” visto che accanto a nomi che operano in ambiti musicali meno noti, ve ne sono altri che anche un pubblico più generalista conosce (almeno di nome), che godono di una maggiore visibilità pur proponendo musiche non strettamente commerciali. Per cui “grandangolare” sì, ma a tutti gli effetti, quasi a 360 gradi anche geograficamente parlando.
LG: Perché TIBProd Records.
ODRZ: TIBProd Records, e quindi Jan-M. Iversen che ne è il titolare, ha dato supporto fin dall’inizio all’avventura ODRZ, pubblicando sempre ciò che gli veniva proposto, collaborando con noi in varie occasioni e diventando con il tempo una sorta di terzo elemento nascosto del gruppo. Ci è sembrato quindi quasi “doveroso” chiedere a lui se fosse interessato, oltre che a partecipare come musicista ospite, a pubblicare e produrre l’intero lavoro. Cosa che ha accettato con il solito suo entusiasmo.
LG: Vinile, tape, CD audio e ora una USB card come supporto fisico. A quando la prossima rivoluzione del formato fisico?
ODRZ: Pur privilegiando il formato fisico tradizionale, che sia CD, vinile o cassetta, in alcuni casi - e ODRZ100 è uno di questi - la USB card si è resa necessaria vista la mole del progetto; una sorta di ibrido fra il formato fisico e il digitale. Per il futuro, chi può sapere? Attendiamo fiduciosi l’invenzione di nuovi formati.
LG: Grazie.
ODRZ: Grazie a te per averci ospitato.
https://tibprod.bandcamp.com/album/odrz100







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